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Draghi al Cercle: la politica fiscale espansiva per preservare la crescita

Nello scorso mese di giugno il Premier italiano Mario Draghi, è stato insignito del premio “Premio alla costruzione Europea” istituito dal Cercle d’Economia, un organismo internazionale che è stato creato nel 1958 in concomitanza con la nascita della CEE e che rappresenta “l’agorà per eccellenza” della società civile di Barcellona.

Il premio a Mario Draghi

Il premio all’attuale Presidente del Consiglio è stato deciso per la sua azione svolta nel periodo in cui ha ricoperto la carica di presidente della BCE. Nel corso del suo viaggio a Barcellona, durante il quale ha incontrato, al Palacio Albeniz, il suo omologo spagnolo, Pedro Sanchez, per un colloquio bilaterale, il Premier italiano ha partecipato anche al tradizionale “foro di dialogo” tra Spagna e Italia, un appuntamento che si ripete con cadenza annuale e che i due paesi ospitano ad anni alterni.

Una riunione alla quale partecipano attivamente rappresentanti di molti settori da quello politico a quello accademico, da quello economico a quello imprenditoriale, fino a quello della comunicazione, che si scambiano idee e cercano di creare una situazione favorevole allo sviluppo delle due nazioni. Nel corso del bilaterale Draghi e Sanchez, anche se non sono uscite notizie ufficiali in merito, hanno certamente discusso anche della crisi dei migranti che interessa sia l’Italia che la Spagna.

Il discorso del Premier al Cercle d’Economia

Mario Draghi ha prima di tutto ringraziato i presenti per aver ricevuto il prestigioso premio da parte del circolo, poi è passato ad analizzare la pesante situazione mondiale attuale, causata dall’epidemia di coronavirus. Il Premier italiano ha sottolineato come la pandemia abbia colpito la società civile, il mondo del lavoro e la vita stessa dei cittadini, in una maniera devastante, con i quasi 4 milioni di morti nel mondo, e con l’Europa che ne conta circa 1/5 del totale.

Italia e Spagna, ha proseguito Draghi, hanno pagato un alto tributo con circa 200 mila decessi in totale ed hanno risposto all’emergenza sanitaria con sforzi eccezionali, che nello stesso tempo pesano sull’economia di entrambi i paesi. Nell’intera Unione Europea si è avuto un calo del Pil del 6,1% annuo che è anche la maggiore diminuzione mai registrata nel corso degli anni. In Italia e in Spagna il calo è stato ancora maggiore, rispettivamente dell’8,9% e del 10,8%. Draghi ha posto l’accento anche sulla campagna vaccinale che è stata sviluppate con efficacia in tutta la UE e che ha contribuito a far calare la pressione sui reparti ospedalieri che era arrivata a punte insostenibili.

Il ritorno alla crescita

Nel suo discorso al Cercle di Economia, Mario Draghi ha fatto presente che si sta assistendo ad un netto ritorno alla crescita sia in Spagna che in Italia, proprio grazie alla campagna vaccinale che ha permesso una serie di riaperture e le aspettative di crescita percentuale sono rispettivamente del 5,9% e del 4,2%. Previsioni che, secondo il Premier italiano, potrebbero anche vedere un ulteriore rialzo grazie al ritorno alla fiducia sia da parte delle famiglie che delle imprese.

Una ripresa rapida che è merito anche dei governi che hanno attuato, insieme alle banche centrali, delle misure economiche ed una politica fiscale improntata al ritorno alla crescita, con sospensione di alcuni pagamenti e concessioni di moratorie sui prestiti da parte delle banche, che hanno evitato una recessione ancora più pesante con la conseguente perdita di posti di lavoro e di introiti economici per le famiglie.

Una politica fiscale che, visto il prolungarsi dell’incertezza riguardo alla situazione sanitaria, deve essere mantenuta, con l’obiettivo minimo di ritrovare il livello economico pre-pandemia. Oltre a questo, secondo Draghi, è necessario agire dal lato della domanda, affinché arrivi agli stessi livelli dell’offerta. Una azione che deve essere svolta in maniera rapida ed efficace sia dall’Italia che dalla Spagna.